The Black Shadow EP2

Erano passate settimane intere in complessi tentativi di recuperare quanto necessitavo per l’impresa dagli appartamenti vicini,non mi ero spinto oltre il terzo piano,non volevo scendere troppo in basso,se mi fossi avvicinato al primo piano,se mi fossi avvicinato all’ingresso,se quelle cose,non le poche decine rimaste nel condominio,ma le migliaia che giravano in strada,fossero entrate in massa attratte da me,dal mio odore,da un rumore incauto..no,non potevo neanche pensarci…tecnicamente,non sapevo neanche se fosse realmente possibile,potevano vedere?sentire?non lo avrei mai saputo per certo,e a me stava bene così.

“Stai mentendo di nuovo”

Non va bene,la voce,non era quella del mio amico in poltrona,no…era una voce nuova,che non avevo mai sentito…qualcuno era entrato?no,impossibile,stavo impazzendo,stavo peggiorando..non avevo il coraggio di girarmi o di dire qualcosa,magari continuando a far finta di niente le voci sarebbero sparite…non era un gran piano,ma al momento non avevo idee migliori.

“sai bene che non è andata così,dovevi uscire lì fuori,cercare medicine,acqua,cibo,magari qualcosa da utilizzare come arma…ma hai passato la maggior parte del tempo a fissare il muro,senza fare niente…non ci starai forse ripensando,vero?”

Era vero,la maggior parte del tempo la passavo in un angolo,immobile,con il mio cervello che cercava disperatamente di comunicare al mio corpo cosa fare,cercava di dirgli di alzarsi,di andare in perlustrazione…a volte funzionava,ma spesso no,sapevo benissimo cosa fare,sapevo che avevo poco tempo,e che era questione di vita o di morte,ma il mio corpo semplicemente non voleva saperne,preferiva rimanere lì,immobile,a fissare il vuoto…a tratti mi maledicevo per tutto il tempo prezioso che avevo perso,mi dicevo che un giorno in più passato nell’appartamento significava consumare acqua e cibo che non avrei mai più avuto indietro,che sarebbe stato sempre più difficile trovarne altro…ma niente mi riportava veramente alla realtà,preferivo vivere in quel mondo onirico perso nel fondo della mia psiche,sempre più spesso non riuscivo a trovare la voglio e la forza di tornare a vivere nella realtà,era più facile perdere intere giornate a fantasticare su cosa avrei fatto se non fosse andato tutto all’aria.

Iniziai a ricordarmi dei vecchi tempi,prima di loro,quando studiavo all’università…verso la fine non riuscivo neanche a sopportare la vista di un libro,il mondo era già marcio all’ora,ma in un modo diverso,sapevo che non avrei mai trovato uno sbocco reale per quelle idiozie che dovevo studiare,sapevo che non c’era lavoro,sapevo che il sistema universitario era già mezzo collassato su se stesso e quello che era rimasto non era esattamente funzionale…continuavo a chiedermi perché insistevo a seguire un sogno di carriera che non si sarebbe mai concretizzato,e mi perdevo in fantasie su come sarebbe stato bello intraprendere una nuova vita,diventare famoso,ricco…a conti fatti facevo la stessa cosa anche adesso…forse non sono mai stato capace di affrontare la realtà,non prima,non ora.

“è triste vederti così,come dire,bisognoso…sai che arriveranno altri di noi se continui,no?”

la voce era di nuovo quella famigliare di Jack…ma non volevo girarmi,sapevo che se mi fossi voltato lì dove proveniva il suono avrei visto solo una poltra vuota…non ci sarei cascato di nuovo.

Guardai verso la finestra,potevo uscire fuori,sul balcone,non avrei più sentito le voce dei miei due “amici”,almeno per un pò,in più non uscivo fuori,all’aria aperta da non sapevo più quanto tempo…quelle cosa sapevano bene come arrampicarsi,avevo visto troppe persone sventrate per non aver fatto attenzione a cosa si trovava sul soffitto sopra di loro,magari uno di loro aspettava attaccato al balcone del piano di sopra…e poi pioveva…

Improvvisamente fui colpito da un dubbio,la pioggia era vera?pioveva d’avvero da così tanto?o anche quella era frutto della mia mente malata?potevo uscire e scoprirlo,avere finalmente una sicurezza nella vita,sapere la realtà su qualcosa…era poco,ma di questi tempi era meglio di niente.

aprì con calma la porta-finestra e uscì sul balcone,ebbi appena il tempo di abituare gli occhi alla luce del pallido sole d’autunno,di vedere la devastazione che un tempo chiamavo città,prima di vedere cosa mi aspettava sul balcone.

Avrei avuto modo di pentirmi di quella scelta per molto,molto tempo

The Black Shadow – An original Tale By DakenfromVault 101

fine capitolo 2

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3 pensieri su “The Black Shadow EP2

  1. Suuuuuubbblime! Già riesco a vedere tutto lo scenario i panorami, il viso con la barba incolta del protagonista, magari se l’hai ambientata a Napoli il castello, non ricordo il nome, quello in riva al mare, caduto a pezzi, con il fumo che sale.
    Cadaveri e zombie (sono zombie, vero?) per le strade…

    Antieroe interessante!

    • mi fa piacere vedere che apprezzi molto i miei racconti…l’ambientazione è mistero,ma potrebbe essere una qualunque grande città del mondo…
      il termine Zombies è un restrittivo,non credi?

  2. L’ha ribloggato su Manifesto Webe ha commentato:
    Secondo episodio di Black Shadow (passate a vedere la rubrica Raccolte incomplete) !

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