Charlie Hebdo, la satira e il copyright

Il nuovo mondo di Galatea

Sull’onda dell’indignazione per l’attentato a Charlie Hebdo, uno s’inventa un premio per le vignette satiriche, dicendo però che saranno escluse a priori le vignette che possano risultare offensive contro le religioni, che è un po’ come dire che si farà un film porno, però le scene di sesso no.
L’altro, più sottile, visto che è il più gran giornale italiano, decide di difendere la satira e la libertà di espressione dei vignettisti prendendo da internet le vignette postate da loro stessi, e pubblicandole in un volume, allegato al giornale e venduto assieme ad esso, senza chiedere il permesso agli autori e nemmeno avvertirli, e rispondendo scocciato a chi reclama che veramente sarebbe una violazione del diritto di autore con un: “Ma insomma, in fondo è beneficenza!”
Naturalmente, non tutte le vignette: anche lì, solo quelle che non rischiano di offendere nessuna religione.
Che dire? Che forse in Italia il concetto…

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