Riflessione sull’8 marzo, ovvero quanto odio la femminilità. 

Il nuovo mondo di Galatea

Oggi è l’8 marzo, e quindi bisognerebbe scrivere un post su quello che vuol dire essere donna. E invece io voglio scriverlo su quello che non mi piace dell’essere donna. E quello che non mi piace dell’essere donna è la “femminilità”.

No, ma diciamolo una buona volta: ha fracassato le palle, la femminilità. E lo dico apposta in modo poco femminile.

A noi donne sta cosa della femminilità ce la buttano addosso fin dalla culla, quando cominciano a metterci la cuffietta rosa e il pigiamino con il fiocchetto. Che poi anche lì, un giorno vorrei capire chi ce l’ha appioppato sto caspita di colore rosa, che è slavato e buono sì e no per i confetti. Un bel rosso, vivo e deciso, faceva troppa paura?

Dunque ti rosettano e ti infiocchettano, e poi via con il calvario dell’essere femminile. Che comporta essere educata, gentile, remissiva e comprensiva da bimba e…

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