Abituarsi al brutto

Plutonia Experiment

Plan 9

Disclaimer: questo è uno di quei post in cui mi lamento.

Anni fa c’era una pubblicità, o forse era un editoriale di un giornalista famoso, che parlava della “dittatura del bello”. Non ricordo bene e non ritengo necessario googlolare questo dettaglio.
Nel mentre è passato del tempo e stiamo scivolando nella dittatura del brutto.
Brutti libri, brutti ebook, brutte copertine. Ma anche brutte canzoni, brutti film, brutti personaggi elevati a “famosi” o invidiabili (di solito soltanto perché hanno un po’ di quattrini).
Basta dare un’occhiata in giro per vedere quanto il brutto venga pian piano sdoganato. Succede anche nella pubblicità, per dire, dove sempre più spesso si vedono attori grassoni e sfatti, che si ingozzano di porcherie e di mediocrità.
Il brutto, ancor più del mediocre, è un modello facilmente imitabile, che punta spesso sulla simpatia (strategia che funziona a fasi alterne) per imporsi.
Vale tanto per le “cose”…

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