Welcome to the NHK PT1

Welcome to the NHK è un titolo molto particolare , in primo luogo per  lo sviluppo che la storia a subito , nascendo come light novel per poi diventare un manga e in fine un’anime,ma anche perché le tre versioni ,pur essendo a grandi linee identiche hanno tutta una serie di sottili differenze che le rendono uniche e danno un sapore diverso all’intera vicenda ,rendendo molto interessante esplorarle tutte, cosa che consiglio.

Oggi però ci occuperemo solo dell’anime(anche se ho in cantiere un articolo anche sul manga)e voglio aprire subito dicendo che l’anime di welcome to the NHK non solo è la mia versione preferita di questa storia,ma anche uno dei miei anime preferiti di tutti tempi.

Partendo da questa base potrete capire facilmente perché mi risulta molto difficile parlare di questa serie ,potrei limitarmi a discorrere della trama o della realizzazione tecnica ,ma questo non renderebbe l’idea del mio rapporto con questo titolo né il motivo perché l’ho apprezzata così tanto…

ma andiamo con ordine,dal punto di vista tecnico la serie si presenta in modo superbo ,con un’animazione fluida ed estremamente dettagliata e un character design estremamente funzionale alla narrazione,le musiche,a partire dall’opening,puzzle,sono di alto profilo,e il tuto viene completato da un’ottima trama e un cast di personaggi varo e interessante,nello specifico:

La trama ruota intorno a Tatsuhiro Satō,un hikikomori(termine giapponese che indica un soggetto che rifiuta di avere contatti di qualunque genere con la società e si rifugia in casa,spesso arrivando anche ad oscurare le finestre e a tagliare ogni rapporto umano)e NEET(termine inglese che indica persone giovani che non studiano e non cercano un’ impiego)che dopo una tremenda crisi di panico che lo ha sorpreso una mattina in strada ha trascorso quasi quattro anni in completo isolamento nel suo miniappartamento in affitto a Tokyo,che in origine aveva preso per frequentare l’università,che poi ha abbandonato dopo solo un’anno.

Sato oramai può sopravvivere solo grazie ai soldi che i genitori gli inviano puntualmente dalla sua cittadina di origine,il suo stato psicologico è in costante peggioramento,soffre di allucinazioni e attacchi di panico e in più a causa di una profonda crisi depressiva arriva a dormire fino a 16 ore al giorno,sembra destinato a trascinarsi in un’esistenza triste e senza significato,dimenticato da tutti e privo di ogni speranza,ma nel giro di un solo giorno il nostro finisce per fare due incontri destinati a cambiargli per sempre la vita.

Il primo di questi incontri avviene quando una signora di mezza età bussa alla sua porta per dargli un volantino religioso,che ,tra l’atro, parla del costante aumento del numero di hikikomori nel paese,Sato,preso dal panico cerca disastrosamente di fingere di avere una vita normale e non far capire alla signora che anche lui è un’hikikomori,con risultati ovviamente disastrosi,ma per sua fortuna l’accompagnatrice della signora,Misaki Nakahara lo nota e comprendendo lo stato in cui versa decide di iniziare a preparare un piano apparentemente finalizzato a salvare Sato dalla sua condizione di recluso.

L’altro incontro avviene quella stessa sera,quando Sato,esasperato dalle sigle di anime per bambini che l’affittuario dell’appartamento accanto al suo ascolta tutto il giorno a volume altissimo,si reca da lui per costringerlo a smettere,solo per scoprire che il nuovo affittuario non è altri che Kaoru Yamazaki,un ragazzo che Sato aveva conosciuto ai tempi del liceo,quando,nel vano tentativo di far colpo sulla presidentessa del club di letteratura del suo liceo,aveva deciso di salvarlo da un pestaggio,solo per finire per essere picchiato lui al suo posto.

Nonostante le intenzioni poco nobili e il pessimo risultato,Kaoru è sempre stato riconoscente per il gesto di Sato,tanto da decidere l’anno successivo di iscriversi al suo stesso liceo ed entrare nel suo club di letteratura.

L’incontro con i due personaggi finirà lentamente per trasformare la vita di Sato,in un primo momento la sua intenzione è quella di dimostrare a Misaki che lui non è un’hikikomori ma una persona integrata nella società e con un lavoro,cercando quindi di allontanare la ragazza che si rivela incredibilmente insistente e tenace nei suoi tentaivi di sottoporre Sato a un vago e imprecisato “corso”che dovrebbe guarirlo dal suo stato di recluso,e per farlo si affida all’unica persona che conosce in tutta la città,Kaoru,che gli propone di entrare in società con lui e creare insieme un simulatore di appuntamenti,di ui Sato dovrà scrivere la trama…questa semplice premessa darà vita a una serie infinita di eventi a metà tra il tragico e il comico(con alcuni dei momenti più divertenti che abbia mai visto in un’anime e anche alcuni dei più tristi)che sposteranno lentamente le intenzioni e le dinamiche di Sato con i due personaggi,questo perchè i due,anche se non se ne rendono completamente conto,riescono a dare a Sato ciò che gli è mancato per anni,da un lato il programma di Mikami,acui alla fine deciderà di partecipare,gli da la speranza di poter tornare a una vita normale e piena,e dall’altro il gioco che sta sviluppando con Kaoru gli dà una ragione per alzarsi alla mattina,per non dirmire 16 ore al giorno,e uno scopo nella vita…le cose sembrano andare un po’ meglio,ma il dramma è dietro l’angolo con una delle rivelazioni più importante della serie,infatti,anche se Sato non è in grado di accorgersene ,forse in parte a causa della sua totale incapacità di creare relazioni sociali(che in un flashback scopriamo risalire ai tempi del liceo,ben prima del famoso attacco di panico che lo aveva portato a diventare un’hikikomori)ma tutti i personaggi che gi ruotano intorno sono devastati psicologicamente e emotivamente a causa di una serie di traumi radicati nella loro infanzia,e che in realtà le intenzioni di entrambi sono meno nobili di quello che si potrebbe immaginare,al tutto ciò si aggiungeranno le comparse di te nuovi personaggi ,che non solo finiranno per costringere Sato a confrontarsi sia con il suo passato che con il suo possibile futuro,ma lo porteranno a doversi districare in ulteriori ed estreme situazioni che hanno un solo forte punto in comune,cioè che non importa quanto possano sembrare felici e realizzate all’esterno,ogni persona può essere segretamente distrutta all’nterno e disperatamente bisognosa di aiuto,aiuto che nella maggior parte dei casi non è neanche in grado di chiedere…ma del profondo significato degli archi narrativi dedicato ai personaggi che compaiono nella seconda metà e dello straordinario e singolare arco narrativo complessivo di Sato parleremo nella seconda parte.

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