Kill la Kill vs wearable

Come promesso nel precedente articolo dedicato all’anime di studio trigger ecco la prima di una serie di riflessioni su i vari simbolismi che affollano questo classico moderno.

Il concetto che andremo ad analizzare oggi è la similitudine tra le fibre vitali presenti nella serie e i moderni werable,una similitudine tale che ha portato molti a ritenere che uno dei vari messaggio che affollano la serie e una delle critiche che essa fa alla società moderna sia proprio riferita a questi elementi che,lentamente,stanno conquistando una fetta di mercato sempre più ampia.

Infatti le life fiber utilizzate nelle goku uniform della Honnoji sembra essere presentate nello stesso modo in cui vengono presentati dalle grandi aziende dell’elettronica come apple e google i loro wearable,tanto che già nel primo episodio scopriamo che queste uniformo promettono di migliorare radicalmente la vita di chi le indossa,migliorando le sue capacità fisiche e mentali e permettendogli di interfacciarsi con la realtà che e le informazioni in modo completamente diverso,in particolare la saguru no sō di Hōka Inumuta sembra in parte ispirata alle promesse di google(mai mantenute)riguardanti i google glass.

Ma tutto questo ha un prezzo,queste divise hanno un costo proibitivo,rialzato artificialmente(non sono realmente costose,anzi,inseguito scopriremo che vengono prodotte praticamente a costo zero da uno dei club scolastici dell’istituto)per trasformarle in uno status symbol,un elemento da portare sempre non tanto per poterlo utilizzare quanto per sfoggiare con chiunque come fosse un simbolo di superiorità,le persone che possono arrivare a indossare una divisa goku sono all’apice della piramide sociale,vivono nella parte più elegante della città,sono ricchi e hanno potere e influenza nel consiglio studentesco,gli altri,quelli che non possono permettersi una divisa goku e devono usarne una normale,vivono nei bassi fondi e vengono considerati rifiuti umani e costantemente costretti a subire gli abusi degli studenti dotati di divise stellate senza poter fare niente.

In breve tempo questo non solo crea un tremendo divario sociale,ma affossa anche le aspirazioni e i sogni degli studenti stessi,infatti che è abbastanza ricco o ha abbastanza conoscenze per potersi fornire di una divisa goku sarà automaticamente migliore in ogni campo grazie alle capacità amplificate dalla divisa,in questo mondo non conta più il talento o il duro lavoro,basta avere le conoscenze giuste per diventare immediatamente il top del proprio settore,senza alcuna fatica.

Questo chiaramente finirà subito per trasformare le preziose divise in un premio ambito che può convincere chiunque a compire qualunque azione pur di ottenerla,come dimostrato quando lady Satsuki convince tutti gli studenti a massacrarsi tra di loro nell’evento “selezione naturale” del festival studentesco,semplicemente promettendo che chi sarebbe rimasto in piedi dopo cinque giorni di anarchia e violenza avrebbe avuto una divisa a tre stelle,il desiderio di ottenere una divisa da parte degli studenti e talmente forte che li vedremo nel corso della serie disposti a rubare(nonostante la cosa secondo il regolamento dell’istituto vada punita con la morte) e persino sottoporsi di propria volontà ad esperimenti estremamente pericolosi solo per avere una possibilità di elevare il proprio stato sociale.

Da questo punto di vista la serie ricorda alcuni passaggi della seri di Deus Ex,in cui ci si chiedeva se l’esistenza nel mondo di costosissimi mezzi per amplificare le capacità mentali e fisiche delle persone non avrebbe creato un mondo in cui i ricchi sarebbero diventati sempre più ricchi e i poveri sarebbero rimasti tagliati fuori da ogni possibilità di successo nella vita non potendo più contare sull’importanza del talento e determinazione.

Ma il fatto che in Kill la Kill questi mezzi per migliorarsi siano anche strettamente collegati alla concezione di moda(come vedremo specialmente nelle ultime puntate della serie)li fa sembrare inquietantemente più vicine al nostro mondo degli innesti di deus ex…che un domani i fortunati passassero dei futuri gadget Apple o Google possano avere un tale vantaggio sulle persone comuni?in fin dei conti basterebbe riflettere sull’enorme divario tra il modo di intendere e fruire le informazioni nei paesi ricchi e in quelli poveri per vedere che questo divario tecnologico,in realtà,già esiste.

Il futuro è dietro l’angolo,e non sembra serbare niente di buono…

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