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L’incontro casuale tra Sato e Hitomi Kashiwa,la semmai di cui era segretamente innamorato e con cui condivideva i pomeriggi al club di letteratura del liceo,sembra essere una sorta di segno del destino,un dono del karma,sto finalmente è riuscito a uscire di casa,finalmente riesce di novo ad uscire per strada e stare tra la gente senza cedere ad attacchi di panico,e viene ricompensato per i suoi progressi nel modo che segretamente aveva sempre sognato ma non aveva mai osato immaginare possibile,riunirsi con il suo unico vero amore.

Ma ovviamente,come prevedibile visto le tematiche generali della serie,la realtà è ben diversa.

Scopriamo infatti che il ricordo di stato della sempai è particolarmente idealizzato,ha dimenticato il suo costante abuso di psicofarmaci e ha notevolmente ridimensionato gli attacchi paranoici e depressivi che la caratterizzavano,qui,già in partenza,la persona che si ritrova di fronte non può reggere il confronto con la versione che vive nella sua memoria,ma le cosa sono anche peggiori.

Infatti negli anni passati dai tempi del liceo la vita di Hitomi è ulteriormente peggiorata,è profondamente depressa,la sua paranoia è totalmente fuori controllo,è diventata una bugiarda compulsiva che ama raccontare storie inventate su quanto sia tragica la sua vita solo per cercare di giustificare la sua depressione e riesce ad andare avanti solo consumando quantità assolutamente eccessive di farmaci di ogni tipo,che si procura in modi non proprio legali,una quantità così ridicolmente eccessiva da convincere sato che Hitomi lavori come rappresentante farmaceutica,cosa che lei gli conferma essere falsa,ma ammette che deve recarsi in tre ospedali diversi per recuperare tutte le pillole di cui ha bisogno,perché nessun dottore al mondo darebbe una simile quantità di farmaci a una sola persona.

Hitomi è un tassello fondamentale per l’evoluzione della serie,un po’ perché il suo rapporto con Sato,nell’anime,è stato reso più profondo e intimo di quanto non fosse nel romanzo originale e nel manga(scelta che tra l’altro ho trovato estremamente importante ai fini di migliorare la narrazione totale della serie)e dall’altro perché è,come Sato stesso,un personaggio distrutto,devastato,profondamente autodistruttivo,e costantemente sul punto di morire…ma non ci sono motivi particolari per giustificare tutto ciò.

Hitomi infatti era una studentessa modello,ha frequentato un’università prestigiosa e ha trovato un’impiego fisso e ben retribuito,e anche fidanzata con un’uomo ricco con un’ottimo lavoro che la ama…eppure è costantemente depressa,si lamenta continuamente che il suo fidanzato non le dedica abbastanza attenzioni,eppure lei non gli rivela mai,neanche una volta,i suoi reali problemi,le sue difficoltà,la sua dipendenza dagli psicofarmaci,per paura di essere giudicata e lui infatti verrà a scoprire di questi aspetti di Hitomi solo leggendo il suo diari e vedendo i file sul suo computer,e anche dopo questa rivelazione non cambiano i suoi sentimenti per lei,anzi,decide di sposarla(tra l’altro la presenza del fidanzato do Hitomi è un’altro elemento unico dell’anime,nel manga non solo non compare mai,ma addirittura c’è un solo riferimento a lui in tutto l’arco narrativo di welcome to paradise).

Hitomi in pratica non sembra avere motivi troppo sensati per ritrovarsi disperatamente a desiderare di farla finita,eppure arriva ad un passo dal partecipare a un suicidio di gruppo,ma perché?in parte,come lei stessa rivelerà in una successiva apparizione verso il finale della serie,ha talmente tanta paura di perdere il suo status quo che ogni tipo di cambiamento la porta ad essere completamente terrorizzata dall’idea che potrebbe finire per perdere tutto,dall’altro,come tutti i personaggi della serie,ha un ego e un modo di rapportarsi con gli altri completamente distorto,infatti Hitomi è sempre e comunque concentrata su se stessa e solo in rarissime occasioni è in grado di pensare agli altri se non in un’ottica di strumenti da sfruttare per i suoi fini(come scoprirà il povero sato),è sempre fermamente convinta che il modo ruoti intorno a lei,che tutti gli eventi che gli capita di osservare,anche i più distanti,siano in realtà parte di un complesso complotto interamente dedicato a distruggere la sua vita e che lei è solo una vittima,cosa che automaticamente elimina ogni eventuale sua responsabilità per le sue terribili scelte di vita(perché è convinta di non aver scelto liberamente di finire in condizioni progressivamente più devastate e senza speranza,è convinta di essere stata costretta a ridursi in quello stato da un complotto…)in fin dei conti Hitomi è un personaggio perfetto per fare da contraltare a Sato ed è in totale opposizione rispetto a Misaki,lei infatti come Sato e a differenza di Misaki,ha avuto praticamente tutto dalla vita ed è riuscita a sprecare tutto quello che gli è capitato tra le mani semplicemente a causa del suo carattere immaturo(non accetta mai alcun tipo di critica nei suoi confronti e non si prende mai le sue responsabilità)e autodistruttivo,arrivando,come Sato,quasi al punto di non ritorno,ma a differenza di Misaki non ha reali o validi motivi per giustificare le sue azioni e il suo modo di pensare,Hitomi è,esattamente come Sato,una “KIDult”,cioè una persona adulta che non ha mai smesso di comportarsi in modo infantile e si è ritrovata a non trovare un posto nel mondo degli adulti,fino a cercare di fuggire in ogni modo dalla realtà,non segregandosi in casa come il nostro protagonista,ma dedicandosi ad alcool e farmaci.

Il personaggi di Hitomi è fondamentale perché introduce uno dei temi più importanti della serie,la sua presenza spiega infatti che,anche se le persone tendono ad avere rispetto per chi ha successo nella vita e a disprezzare chi è evidentemente ai margini della società,infatti Hitomi è una professionista rispettata e Sato è considerato un rifiuto della società,non è detto che la persona “di successo” sia meno psicologicamente devastata del recluso,o che abbiano diverse mentalità,i due personaggi sono totalmente identici e ugualmente devastati e incapaci di interagire con il mondo adulto,e solo una serie di coincidenze hanno portato Hitomi su una strada diversa da quella di Sato,la saga di welcome to the paradise ci mostra come giudicare le persone solo dall’esterno,basandoci su cose come il lavoro o rapporti sentimentali invece che sui loro caratteri e sulle loro mentalità non può che procurarci illusioni ed errori,e che personaggi come sato si trovano in ogni strato della società,ma spesso nessuno è capace di comprenderlo,perché non si guarda abbastanza affondo nelle persone e nelle loro vite prima di giudicarle

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