Je t’aims movie review

 ★★★½

Interessante corto di Mamoru Oshii (creatore dell’adattamento cinematografico di Ghost in the shell,tra le altre cose)che sembra riprendere alcune tematiche espresse in ghost in the shell 2 : innocence,in particolare il confronto tra una forma di vita organica(in entrambi i casi un cane,e nello specifico entrambi molto simili)e una forma di vita artificiale(in entrambi i casi androidi dalle fattezze femminili,anche in questo caso molto simili).
A differenza di GITS 2,in cui l’incontro tra le due forme di vita non è mai diretto ma mediato dalla presenza di Batou,che sviluppa un rapporto di vicinanza con entrambi e nel finale inizia a non poter più distinguere chiaramente tra forme di vita artificiali e non,qui viviamo la storia dal punto di vista del cane,che già dall’inizio del corto è incapace di comprendere che l’androide è un’essere artificiale e cerca di suscitare in lui le stesse reazioni ed emozioni che suscitava nei suoi precedenti compagni umani,chiaramente senza possibilità di successo ma comunque senza mai arrendersi all’evidenza e continuando negli stessi gesti giorno dopo giorno,pur non ottenendo nessun risultato.
Verso la conclusione del corto ritroviamo un’ulteriore elemento similare a GITS 2,cioè la scoperta che l’androide apparentemente fragile e inoffensivo può in realtà trasformarsi in una macchina dal potenziale distruttivo immenso,metafora della moderna tecnologia così invitante ad un primo sguardo ma segretamente capace di generare enormi danni,il tutto per condurre alla conclusione che rivela un’interessante metafora riguardante l’insita natura autodistruttiva della tecnologia.
Nel complesso il corto è estremamente ben animato(grazie alla notevole maestria di Production IG)e pieno di interessanti chiavi di lettura e metafore che lo rendono fruibile per diverse visioni,non certo il miglior lavoro del regista nipponico,ma un’ottimo prodotto ben confezionato e pieno di significato

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Dragon Ball Z: Resurrection ‘F’

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Secondo film della new way di Dragon ball a raggiungere il grande schermo,e mostra tutti i limiti e il potenziale del nuovo ciclo della saga di Akira Toryama.
Da un punto di vista il film svolge un’ottimo lavoro nel mantenere quel delicato equilibrio tra commedia e azione che era assolutamente presente nella serie fino alla saga di freezer,ma finisce quasi completamente per sparire nei due cicli narrativi successivi(Cell games e majin-bu saga)e nel dare spazio ai personaggi secondari che troppo spesso vengono messi da parte e dimenticati nel corso della serie(Crilin,Maestro Muten e Tenshinhan) ma dall’altro risulta fin troppo familiare ai fan di lunga data della serie,non solo per la ricomparsa di Freeza(che,ad ogni buon conto,è uno dei cattivi più memorabili e carismatici della serie)ma anche per il riciclo costante di tematiche ed espedienti narrativi già sfruttati in passato,come 1)dobbiamo resistere finché non arriva Goku 2)non esiste un livello di potenza superiore a questo,no,aspetta,esiste…3)Ghoan non ha mai desiderato combattere ,è contro la sua natura 4)rivalità tra Goku e Vegeta 5)Goku è troppo ingenuo e vegeta è troppo arrogante etc… etc…
Nel complesso però il film,pur assestandosi un gradino sotto al precedente battle of the gods,è estremamente curato,sopratutto sotto il profilo tecnico,e grazie a vari elementi interessanti,tra cui non ultimo l’inclusione per la prima volta di Jaco in un prodotto ufficiale di dragonball,che ricorda molto da vicino il cross-over con Dottor slump & Arale all’inizio della seri originale di DB,potrà piacevolmente sorprendere anche chi non è un fan della serie originale.

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HISTORY OF ANIME – PART 4 :Kangaroo no Tanjoubi (1941)

Classico film che mostra lo stile dominante nell’animazione nipponica del periodo storico a cavalli degli anni ’30 e ’40.
La pellicola,come anche altri esempi precedenti,mostra chiaramente la sua ispirazione derivata dall’animazione occidentale,in particolare le opere Disney,sia nelle scelte estetica,in particolare nella figura dell’antagonista della storia,un lupo armato di pessime intenzioni che sembra essere uscito direttamente da una classica pellicola del colosso statunitense,sia nell’evoluzione della storia,che,pur essendo un gran parte originale ha numerosi rimandi a diverse favole classiche occidentali e la tipica struttura con morale ed happy ending finale che rimanda direttamente alla struttura dei primi lungometraggi Disney.
Nel complesso,pur mancando di originalità sia nella presentazione estetica che nella trama,la pellicola è piuttosto piacevole e scorrevole,e rappresenta un’interessante documento di una fase estremamente importante dell’evoluzione dell’animazione nipponica quasi sempre dimenticata anche dagli appassionati.

Dragon Ball Z Gaiden: The Plot to Destroy the Saiyans

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OAV basato su un vecchio videogame “choose your own adventure” rilasciato solo in Giappone e che aveva già ispirato il secondo ciclo narrativo di Dragon Ball GT,la trama è incentrata sul tentativo di un sopravvissuto alla furia distruttrice della razza sayan di vendicarsi uccidendo tutti e quattro i sayan superstiti e con loro la terra.
La qualità tecnica del OAV è molto alta,come da tradizione con le produzioni filmiche recenti dedicate alla saga creata da Akira Toryama,ma la trama è decisamente troppo prevedibile e sà di già visto(uno scienziato folle,la sua creazione,un cyborg, creato per vendicarsi di una precedente sconfitta…c’è persino un veloce ritorno di freeza prima della battaglia con il vero villain della storia…praticamene la storia è una versione condensata dalla cell saga…e se ci aggiungiamo le similitudini con il baby arc da dragon Ball GT questa storia è stata già raccontata due volte…più altre due in altrettanti film di DBZ,”super android 13″ e “il più forte del mondo”…)e il villain principale,pur avendo una motivazione molto valida e un design interessante,manca di personalità. Nel complesso,i fan di Dragon Ball saranno probabilmente soddisfatti,visto tutti i rimandi e collegamenti a precedenti capitoli della serie,ma per tutti gli altri è solo un OAV con alti valori tecnici e poco altro di interessante.

Dragon Ball: Episode of Bardock

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 ★★

Prima parte del tentativo di Akira Toryama di correggere le varie incoerenze nella trama della sua opera più famosa,Dragon Ball.
Come il sucessivo Dragon Ball Minus,pubblicato a conclusione del manga Jaco the Galactic Patrolman(che è in sé un prequel di Dragon Ball che esplica come Bulma sia venuta in possesso delle tecnologie per creare la navicella spaziale nel Freeza arc e la macchina del tempo della Cell saga)Lo scopo principale di questo special è quello di spiegare come la razza di pirati spaziali di cui fa parte Freeza sia venuta a conoscenza dell’esistenza dei Sayan,di come sia nata la leggenda del super sayan e in fine del perché Freeza sia così preoccupato della possibile comparsa di un nuovo super sayan…senza contare che rivela chi sia stato il primo super sayan nella cronologia della serie.
Lo special è tecnicamente molto valido ma purtroppo è afflitto da diversi problemi di scrittura,con un gigantesco plot hole proprio nell’inizio della storia e il carattere di Bardock è completamente mutato rispetto alle sue precedenti apparizioni,sia nel precedente special televisivo che lo vede protagonista,sia rispetto al breve ricordo di lui che Freeza descrive nel manga,il protagonista di questa storia è decisamente troppo diverso dallo spietato conquistatore che ha decimato decine di pianeti senza alcun rimorso…è il percorso di maturazione che teoricamente dovrebbe portarlo a un tale cambiamento è decisamente poco credibile.
Prodotto interessante per i fan della serie,ma troppo poco curata nella trama per convincere chi non è interessato a scoprire ogni segreto dettagli del mondo creato da Akira Toryama.

Yu-Gi-Oh! The Abridged Movie

 ★★

un po’ troppo lungo,sulla lunga l’effetto comico inizia ad affievolirsi e le battute si fanno un po’ troppo ripetitive,ma il lavoro generale è ben fatto e alcuni dialoghi sono estremamente divertenti.