TAG – MANGA DAY 7

 

GIORNO 1: Il tuo manga/anime Shonen preferito

GIORNO 2: Il tuo manga/anime Shoujo preferito

GIORNO 3: Il personaggio Shonen che preferisci

GIORNO 4: Il personaggio Shoujo che preferisci

GIORNO 5: Il primo manga che hai letto

GIORNO 6: Il primo anime che hai visto

GIORNO 8: Il manga/anime che rileggeresti/rivedresti senza mai stancarti!

GIORNO 7: Il manga/anime che ti ha commosso maggiormente

GIORNO 9: Il personaggio manga/anime che ti piace di meno

GIORNO 10: Un manga che ti ha così schifato da stopparlo subito

dal post di La Corte.

Tag ideato da Luigi di Everpop

MAL

Hummingbird

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domanda estremamente difficile…non saprei dire…è una cosa soggettiva ed è legata dal momento particolare e dalle situazioni specifiche che hanno creato il contesto del momento in cui ho visto/letto la serie in particolare…magari è una cosa che ricordo particolarmente bene perché in quel momento riuscivo ad identificarmi con i personaggi e la situazione narrata,ma riletta/rivista in seguito potrebbe non avermi colpito allo stesso modo…

come Manga probabilmente sceglierei Video Girl AI,la serie,soprattutto se letta in un certo momento della propria vita e sotto una certa lente,è straordinariamente forte dal punto di vista emotivo,con un’enorme sequenza di sconfitte e momenti devastanti con il destino che sembra costantemente accanirsi contro i nostri protagonisti…alcuni momenti,come la scena della scalata durante la prima scomparsa di AI,mi hanno colpito molto e mi sono rimaste impresse nella mente dal momento della mia prima lettura della serie.

Come Anime di recente sono rimasto particolarmente colpito da Yuri Kuma Arashi,che nel giro di poco è diventata una delle mie serie preferite di sempre e che offre un messaggio e una critica alla società moderna e ai suoi pregiudizi molto intelligente e puntuale,arricchita da momenti estremamente drammatici e emotivi,nonostante sia una serie poco conosciuta è uno dei prodotti più interessanti ad essersi affacciati nel panorama degli anime degli ultimi anni.

menzione d’onore per altre due serie che sono riuscite ad inserirsi nella limitata lista delle mie preferite, NHK ni Youkoso! e Yojouhan Shinwa Taikei ,nello specifico il finale di entrambe le serie è straordinariamente ben orchestrato ed emotivamente soddisfacente.

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welcomw to the NHK : Misaki Manga VS Anime

Spoiler per l’anime e il manga di Welcome to the NHK!

la maggiore differenza tra il manga di Welcome to the NHK e l’anime(che,ribadisco,sono entrambi adattamenti della light novel originale)sta nella storia di Misaki Nakahara,uno dei tre personaggi principali della serie,che nella versione animata da studio gonzo ha una back story completamente diversa da quella del manga(e del romanzo originale) per aumentare ulteriormente questa differenza,la verità sul suo passato nel manga viene rivelata a circa metà della serie,mentre nell’anime bisogna aspettare fino al gran finale per scoprirla.

Questa,a prima vista,potrebbe sembrare una differenza tutto sommato poco significativa,in fin dei conti spesso leggendo opere che sono state adattate più volte in diversi media si può notare una certa attitudine per il cambiare l’ordine degli avvenimenti,ma in questo caso la collocazione della rivelazione è assolutamente fondamentale,nel manga è locata nel mezzo della serie perché è un momento di transizione per Misaki,un momento di maturazione,Misaki è costretta,rivelando il suo segreto,ad affrontare la realtà che per anni aveva soppresso talmente bene nei recessi della sua mente da arrivare quasi al punto di non poter distinguere tra le sue invenzioni e la realtà(come si nota nel corso della serie,Misaki ha una netta tendenza ad ignorare del tutto o modificare il più possibile la realtà,rifugiandosi in mondo di fantasia e isolandosi sempre di più,in pratica il suo percorso è estremamente simile a quello di atsuhiro Satō,ma assume delle forme superficiali diverse pur rimanendo nel profondo simile),Misaki,una volta rivelata la sua vera storia,è costretta ad affrontare la realtà e le reazioni delle uniche persone che ancora sono in un qualche tipo di relazione amichevole con lei,affrontando la sua più grande paura,essere giudicata.

Questo momento è posto nel centro della serie perché dopo lo shock e le conseguenze della rivelazione possiamo seguire il resto della vita di Misaki,vedere come sia costretta ad affrontare una vita completamente diversa una volta che le sue menzogne sono state scoperte,come il fatto di dover affrontare la realtà la costringe a maturare,e anche se in modo lento e non lineare,a mettere fine una volta per tutte alla sua apparentemente infinita adolescenza e affrontare le responsabilità del mondo “adulto”,la rivelazione non è un punto d’arrivo,bensì semplicemente un’ulteriore passaggio che,sommato a tutti quelli precedenti e quelli futuri,la porterà alla maturazione.

 fine parte II

Welcome to the NHK : Misaki Anime VS manga

Spoiler sia per l’anime che per il manga di welcome to the NHK!!!

Una delle maggiori differenze che emergono immediatamente confrontando la versione manga di WTTNHK e l’anime(che,vale la pena ricordarlo,sono entrambi adattamenti di una popolare light novel pubblicata anche in italia)è lo sviluppo di uno dei tre personaggi principali della serie,Misaki Nakahara,che avviene in modo sostanzialmente diverso nelle due versioni,e anche il background del persnaggio è completamente diverso.

Nel manga ogni personaggio presenta un carattere molto più negativo e si spinge molto più in là rispetto all’anime,infatti studio Gonzo ha modificato in modo profondo i personaggi nella trasposizione animata per rendere più facile allo spettatore identificarsi con gli stessi,e cerca di giustificare le azioni dei personaggi,invece nel manga tutto ciò non avviene.

Misaki nel manga è notevolmente più manipolatrice e violenta nei confronti di Sato,arrivando persino a lasciarlo legato nel suo appartamento senza cibo ne acqua per giorno come punizione per averla fatta arrabbiare,non solo,ricatta in più occasioni Sato(per esempio ricordandogli di essere stata lei a pagare le sue spese mediche)e usa tattiche di manipolazione psicologica molto pesanti,ma oltre a tutto ciò è il motivo finale del progetto di Misaki a cambiare totalmente nelle due versioni,nell’anime infatti il suo unico fine era quello di creare un rapporto di dipendenza con Sato tale che il nostro non avrebbe mai potuto lasciarla,e lei non sarebbe mai più stata sola,invece nel manga il suo fine ultimo e far innamorare di sé Sato,così da poterlo coinvolgere in un duplice suicidio(!!)perché non ha il coraggio di suicidarsi da sola ma vuole morire,nell’anime sceglie Sato perché pensa che una persona così sola non potrà mai trovare qualcuno migliore di lei,e quindi non la lascerà mai,nel manga invece sceglie Sato perché è convinta che anche lui voglia morire ma gli manca il coraggio di farla finita(durante il loro primo incontro Sato ha una vistosa fasciatura sul braccio e sta sanguinando,è fortemente indicato,ma non esplicitato,che Misaki abbia scambiato la ferita che Sato si è procurato con una bottiglia di vetro sotto l’effetto di un’allucinogeno per un tentativo fallito di tagliarsi le vene,da cui l’idea di realizzare il doppio suicidio).

Nell’anime Misaki,nonostante tutte le sue bugie e manipolazioni,voleva veramente migliorare la vita di Sato,nel manga è intenzionata a ucciderlo.

Ora,magari potreste pensare che questa sia la maggiore differenza tra le due versioni del personaggio,nonché la cosa peggiore messa in atto dalla Misaki del manga,in fin dei conti cosa ci può essere di peggio che cercare di convincere un povero sfortunato a suicidarsi?ebbene,c’è un’ulteriore differenza tra manga e anime che getta una luce ancora più negativa sulla versione cartacea di Misaki..ma di questo parleremo nella seconda parte….

Link utili : Myanimelist

Welcome to the NHK PT2

L’incontro casuale tra Sato e Hitomi Kashiwa,la semmai di cui era segretamente innamorato e con cui condivideva i pomeriggi al club di letteratura del liceo,sembra essere una sorta di segno del destino,un dono del karma,sto finalmente è riuscito a uscire di casa,finalmente riesce di novo ad uscire per strada e stare tra la gente senza cedere ad attacchi di panico,e viene ricompensato per i suoi progressi nel modo che segretamente aveva sempre sognato ma non aveva mai osato immaginare possibile,riunirsi con il suo unico vero amore.

Ma ovviamente,come prevedibile visto le tematiche generali della serie,la realtà è ben diversa.

Scopriamo infatti che il ricordo di stato della sempai è particolarmente idealizzato,ha dimenticato il suo costante abuso di psicofarmaci e ha notevolmente ridimensionato gli attacchi paranoici e depressivi che la caratterizzavano,qui,già in partenza,la persona che si ritrova di fronte non può reggere il confronto con la versione che vive nella sua memoria,ma le cosa sono anche peggiori.

Infatti negli anni passati dai tempi del liceo la vita di Hitomi è ulteriormente peggiorata,è profondamente depressa,la sua paranoia è totalmente fuori controllo,è diventata una bugiarda compulsiva che ama raccontare storie inventate su quanto sia tragica la sua vita solo per cercare di giustificare la sua depressione e riesce ad andare avanti solo consumando quantità assolutamente eccessive di farmaci di ogni tipo,che si procura in modi non proprio legali,una quantità così ridicolmente eccessiva da convincere sato che Hitomi lavori come rappresentante farmaceutica,cosa che lei gli conferma essere falsa,ma ammette che deve recarsi in tre ospedali diversi per recuperare tutte le pillole di cui ha bisogno,perché nessun dottore al mondo darebbe una simile quantità di farmaci a una sola persona.

Hitomi è un tassello fondamentale per l’evoluzione della serie,un po’ perché il suo rapporto con Sato,nell’anime,è stato reso più profondo e intimo di quanto non fosse nel romanzo originale e nel manga(scelta che tra l’altro ho trovato estremamente importante ai fini di migliorare la narrazione totale della serie)e dall’altro perché è,come Sato stesso,un personaggio distrutto,devastato,profondamente autodistruttivo,e costantemente sul punto di morire…ma non ci sono motivi particolari per giustificare tutto ciò.

Hitomi infatti era una studentessa modello,ha frequentato un’università prestigiosa e ha trovato un’impiego fisso e ben retribuito,e anche fidanzata con un’uomo ricco con un’ottimo lavoro che la ama…eppure è costantemente depressa,si lamenta continuamente che il suo fidanzato non le dedica abbastanza attenzioni,eppure lei non gli rivela mai,neanche una volta,i suoi reali problemi,le sue difficoltà,la sua dipendenza dagli psicofarmaci,per paura di essere giudicata e lui infatti verrà a scoprire di questi aspetti di Hitomi solo leggendo il suo diari e vedendo i file sul suo computer,e anche dopo questa rivelazione non cambiano i suoi sentimenti per lei,anzi,decide di sposarla(tra l’altro la presenza del fidanzato do Hitomi è un’altro elemento unico dell’anime,nel manga non solo non compare mai,ma addirittura c’è un solo riferimento a lui in tutto l’arco narrativo di welcome to paradise).

Hitomi in pratica non sembra avere motivi troppo sensati per ritrovarsi disperatamente a desiderare di farla finita,eppure arriva ad un passo dal partecipare a un suicidio di gruppo,ma perché?in parte,come lei stessa rivelerà in una successiva apparizione verso il finale della serie,ha talmente tanta paura di perdere il suo status quo che ogni tipo di cambiamento la porta ad essere completamente terrorizzata dall’idea che potrebbe finire per perdere tutto,dall’altro,come tutti i personaggi della serie,ha un ego e un modo di rapportarsi con gli altri completamente distorto,infatti Hitomi è sempre e comunque concentrata su se stessa e solo in rarissime occasioni è in grado di pensare agli altri se non in un’ottica di strumenti da sfruttare per i suoi fini(come scoprirà il povero sato),è sempre fermamente convinta che il modo ruoti intorno a lei,che tutti gli eventi che gli capita di osservare,anche i più distanti,siano in realtà parte di un complesso complotto interamente dedicato a distruggere la sua vita e che lei è solo una vittima,cosa che automaticamente elimina ogni eventuale sua responsabilità per le sue terribili scelte di vita(perché è convinta di non aver scelto liberamente di finire in condizioni progressivamente più devastate e senza speranza,è convinta di essere stata costretta a ridursi in quello stato da un complotto…)in fin dei conti Hitomi è un personaggio perfetto per fare da contraltare a Sato ed è in totale opposizione rispetto a Misaki,lei infatti come Sato e a differenza di Misaki,ha avuto praticamente tutto dalla vita ed è riuscita a sprecare tutto quello che gli è capitato tra le mani semplicemente a causa del suo carattere immaturo(non accetta mai alcun tipo di critica nei suoi confronti e non si prende mai le sue responsabilità)e autodistruttivo,arrivando,come Sato,quasi al punto di non ritorno,ma a differenza di Misaki non ha reali o validi motivi per giustificare le sue azioni e il suo modo di pensare,Hitomi è,esattamente come Sato,una “KIDult”,cioè una persona adulta che non ha mai smesso di comportarsi in modo infantile e si è ritrovata a non trovare un posto nel mondo degli adulti,fino a cercare di fuggire in ogni modo dalla realtà,non segregandosi in casa come il nostro protagonista,ma dedicandosi ad alcool e farmaci.

Il personaggi di Hitomi è fondamentale perché introduce uno dei temi più importanti della serie,la sua presenza spiega infatti che,anche se le persone tendono ad avere rispetto per chi ha successo nella vita e a disprezzare chi è evidentemente ai margini della società,infatti Hitomi è una professionista rispettata e Sato è considerato un rifiuto della società,non è detto che la persona “di successo” sia meno psicologicamente devastata del recluso,o che abbiano diverse mentalità,i due personaggi sono totalmente identici e ugualmente devastati e incapaci di interagire con il mondo adulto,e solo una serie di coincidenze hanno portato Hitomi su una strada diversa da quella di Sato,la saga di welcome to the paradise ci mostra come giudicare le persone solo dall’esterno,basandoci su cose come il lavoro o rapporti sentimentali invece che sui loro caratteri e sulle loro mentalità non può che procurarci illusioni ed errori,e che personaggi come sato si trovano in ogni strato della società,ma spesso nessuno è capace di comprenderlo,perché non si guarda abbastanza affondo nelle persone e nelle loro vite prima di giudicarle

Welcome to the NHK PT1

Welcome to the NHK è un titolo molto particolare , in primo luogo per  lo sviluppo che la storia a subito , nascendo come light novel per poi diventare un manga e in fine un’anime,ma anche perché le tre versioni ,pur essendo a grandi linee identiche hanno tutta una serie di sottili differenze che le rendono uniche e danno un sapore diverso all’intera vicenda ,rendendo molto interessante esplorarle tutte, cosa che consiglio.

Oggi però ci occuperemo solo dell’anime(anche se ho in cantiere un articolo anche sul manga)e voglio aprire subito dicendo che l’anime di welcome to the NHK non solo è la mia versione preferita di questa storia,ma anche uno dei miei anime preferiti di tutti tempi.

Partendo da questa base potrete capire facilmente perché mi risulta molto difficile parlare di questa serie ,potrei limitarmi a discorrere della trama o della realizzazione tecnica ,ma questo non renderebbe l’idea del mio rapporto con questo titolo né il motivo perché l’ho apprezzata così tanto…

ma andiamo con ordine,dal punto di vista tecnico la serie si presenta in modo superbo ,con un’animazione fluida ed estremamente dettagliata e un character design estremamente funzionale alla narrazione,le musiche,a partire dall’opening,puzzle,sono di alto profilo,e il tuto viene completato da un’ottima trama e un cast di personaggi varo e interessante,nello specifico:

La trama ruota intorno a Tatsuhiro Satō,un hikikomori(termine giapponese che indica un soggetto che rifiuta di avere contatti di qualunque genere con la società e si rifugia in casa,spesso arrivando anche ad oscurare le finestre e a tagliare ogni rapporto umano)e NEET(termine inglese che indica persone giovani che non studiano e non cercano un’ impiego)che dopo una tremenda crisi di panico che lo ha sorpreso una mattina in strada ha trascorso quasi quattro anni in completo isolamento nel suo miniappartamento in affitto a Tokyo,che in origine aveva preso per frequentare l’università,che poi ha abbandonato dopo solo un’anno.

Sato oramai può sopravvivere solo grazie ai soldi che i genitori gli inviano puntualmente dalla sua cittadina di origine,il suo stato psicologico è in costante peggioramento,soffre di allucinazioni e attacchi di panico e in più a causa di una profonda crisi depressiva arriva a dormire fino a 16 ore al giorno,sembra destinato a trascinarsi in un’esistenza triste e senza significato,dimenticato da tutti e privo di ogni speranza,ma nel giro di un solo giorno il nostro finisce per fare due incontri destinati a cambiargli per sempre la vita.

Il primo di questi incontri avviene quando una signora di mezza età bussa alla sua porta per dargli un volantino religioso,che ,tra l’atro, parla del costante aumento del numero di hikikomori nel paese,Sato,preso dal panico cerca disastrosamente di fingere di avere una vita normale e non far capire alla signora che anche lui è un’hikikomori,con risultati ovviamente disastrosi,ma per sua fortuna l’accompagnatrice della signora,Misaki Nakahara lo nota e comprendendo lo stato in cui versa decide di iniziare a preparare un piano apparentemente finalizzato a salvare Sato dalla sua condizione di recluso.

L’altro incontro avviene quella stessa sera,quando Sato,esasperato dalle sigle di anime per bambini che l’affittuario dell’appartamento accanto al suo ascolta tutto il giorno a volume altissimo,si reca da lui per costringerlo a smettere,solo per scoprire che il nuovo affittuario non è altri che Kaoru Yamazaki,un ragazzo che Sato aveva conosciuto ai tempi del liceo,quando,nel vano tentativo di far colpo sulla presidentessa del club di letteratura del suo liceo,aveva deciso di salvarlo da un pestaggio,solo per finire per essere picchiato lui al suo posto.

Nonostante le intenzioni poco nobili e il pessimo risultato,Kaoru è sempre stato riconoscente per il gesto di Sato,tanto da decidere l’anno successivo di iscriversi al suo stesso liceo ed entrare nel suo club di letteratura.

L’incontro con i due personaggi finirà lentamente per trasformare la vita di Sato,in un primo momento la sua intenzione è quella di dimostrare a Misaki che lui non è un’hikikomori ma una persona integrata nella società e con un lavoro,cercando quindi di allontanare la ragazza che si rivela incredibilmente insistente e tenace nei suoi tentaivi di sottoporre Sato a un vago e imprecisato “corso”che dovrebbe guarirlo dal suo stato di recluso,e per farlo si affida all’unica persona che conosce in tutta la città,Kaoru,che gli propone di entrare in società con lui e creare insieme un simulatore di appuntamenti,di ui Sato dovrà scrivere la trama…questa semplice premessa darà vita a una serie infinita di eventi a metà tra il tragico e il comico(con alcuni dei momenti più divertenti che abbia mai visto in un’anime e anche alcuni dei più tristi)che sposteranno lentamente le intenzioni e le dinamiche di Sato con i due personaggi,questo perchè i due,anche se non se ne rendono completamente conto,riescono a dare a Sato ciò che gli è mancato per anni,da un lato il programma di Mikami,acui alla fine deciderà di partecipare,gli da la speranza di poter tornare a una vita normale e piena,e dall’altro il gioco che sta sviluppando con Kaoru gli dà una ragione per alzarsi alla mattina,per non dirmire 16 ore al giorno,e uno scopo nella vita…le cose sembrano andare un po’ meglio,ma il dramma è dietro l’angolo con una delle rivelazioni più importante della serie,infatti,anche se Sato non è in grado di accorgersene ,forse in parte a causa della sua totale incapacità di creare relazioni sociali(che in un flashback scopriamo risalire ai tempi del liceo,ben prima del famoso attacco di panico che lo aveva portato a diventare un’hikikomori)ma tutti i personaggi che gi ruotano intorno sono devastati psicologicamente e emotivamente a causa di una serie di traumi radicati nella loro infanzia,e che in realtà le intenzioni di entrambi sono meno nobili di quello che si potrebbe immaginare,al tutto ciò si aggiungeranno le comparse di te nuovi personaggi ,che non solo finiranno per costringere Sato a confrontarsi sia con il suo passato che con il suo possibile futuro,ma lo porteranno a doversi districare in ulteriori ed estreme situazioni che hanno un solo forte punto in comune,cioè che non importa quanto possano sembrare felici e realizzate all’esterno,ogni persona può essere segretamente distrutta all’nterno e disperatamente bisognosa di aiuto,aiuto che nella maggior parte dei casi non è neanche in grado di chiedere…ma del profondo significato degli archi narrativi dedicato ai personaggi che compaiono nella seconda metà e dello straordinario e singolare arco narrativo complessivo di Sato parleremo nella seconda parte.