Tag – manga

dal post di La Corte.

Tag ideato da Luigi di Everpop

L’elenco:

 

GIORNO 1: Il tuo manga/anime Shonen preferito

GIORNO 2: Il tuo manga/anime Shoujo preferito

GIORNO 3: Il personaggio Shonen che preferisci

GIORNO 4: Il personaggio Shoujo che preferisci

GIORNO 5: Il primo manga che hai letto

GIORNO 6: Il primo anime che hai visto

GIORNO 7: Il manga/anime che ti ha commosso maggiormente

GIORNO 8: Il manga/anime che rileggeresti/rivedresti senza mai stancarti!

GIORNO 9: Il personaggio manga/anime che ti piace di meno

GIORNO 10: Un manga che ti ha così schifato da stopparlo subito

GIORNO 1: Il tuo manga/anime Shonen preferito :

Come Manga dire un pareggio tra Full Metal Alchemist, principalmente per i personaggi e la trama,ma molti dei concetti espressi dalla serie sono estremamente interessanti e l’idea di incentrare i combattimenti sull’alchimia è piuttosto originale,sopratutto considerando che il genere di appartenenza è disperatamente mancante di originalità…e JoJo’s Bizarre Adventure Part 5: Vento Aureo,in parte perché è il primo ciclo di Jojo che ho letto,in parte perché ho un debole per l’ambientazione italica,ma soprattutto per il livello di follia e assurdità imprevedibile raggiunta dagli stand,più vari rispetto a Part 3: Stardust Crusaders e l’aura epica del racconto,che cresce continuamente durante tutto il ciclo fino all’apice rappresentato dal combattimento nel colosseo,decisamente più soddisfacente delle atmosfere un po’ sottotono e più ordinarie(per quanto un ciclo di JOJO possa essere ordinario…)di Part 4: Diamond Is Unbreakable.

Sul versante Anime direi Kill La Kill perché è la versione estrema ed esagerata di praticamente tutto quello che ho sempre apprezzato all’interno di un genere e uno stile che sono,già di per sé,estremamente sopra le righe,con in più una serie di colpi di scena notevoli, messaggi interessanti e una serie di riferimenti a manga,anime e tradizione nipponica non banali e non gratuiti(cosa che succede sempre più di rado,ormai la citazioni d cultura POP sono spesso vuote e semplicemente utilizzate per gratificare il pubblico) e Yu Yu Hakusho ,che,da un certo punto di vista,è riuscito ad implementare la qualità della narrazione rispetto al manga originale,eliminando il primo,noioso,atto dedicato alle indagini spirituali(che comunque nel manga si conclude senza alcun tipo di conseguenza e non viene mai più citato fino alla conclusione).

Menzione d’onore per Dragon Ball,inteso come il manga originale e le prime due serie dell’anime (DB e DBZ)perché senza di loro probabilmente non sarei stato così interessato al mondo del fumetto e dell’animazione nipponica in generale,e hanno per me un valore nostalgico incalcolabile(e si,perché tanto lo so che lo state pensando tutti,it’s over 9000)

Note:no,non ho inserito DBGT…i motivi dovrebbero essere abbastanza chiari ma in futuro credo ne parlerò dettagliatamente,no,non ho ancora visto DBS o i nuovi film,o meglio,o intenzione di vederli,e ho iniziato da poco con Dragon Ball: Yo! Son Goku and His Friends Return!! (ドラゴンボール オッス!帰ってきた孫悟空と仲間たち!!, Doragon Bōru: Ossu! Kaette Kita Son Gokū to Nakama-tachi!!)…

psa9jho

 

 

Kill la Kill, Vol. 3

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Kill la Kill, Vol. 3 (Kill la Kill, #3)Kill la Kill, Vol. 3 by Trigger

My rating: 4 of 5 stars

L’ultimo volume della serie è di gran lunga il migliore,grazie a uno stile visivo più consistente e complesso,con l’esplorazione di molte visuali assolutamente contorte e impossibili nella realtà,e per questo estremamente interessanti,e pose plastiche dei personaggi più ricercate,anche i dialoghi hanno decisamente fatto un passo avanti,con l’introduzione della tematica della “follia”che,pur essendo appena accennata e non essendo neanche lontanamente sviluppata e centrale come nell’anime originale rimane interessante.
I momenti di maggiore interesse del volume sono i duelli,che finalmente raggiungono il giusto mix di commedia ed epica e l’introduzione di Nui Harime,nettamente uno dei personaggi più interessanti della serie,mentre l’unico vero problema con il volume è il finale,visto che il manga copre all’incirca il 50% della storia originale,e quindi questo terzo volume si conclude senza risposte definitive o un grande scontro finale,ma il manga era stato ideato contemporaneamente all’anime principalmente per cercare di spingere più persone possibile a vedere la serie animata,la mancanza di un finale era stata decisa fin dall’inizio per “costringere” i lettori a vedere l’anime per sapere come sarebbero andate a finire le vicende dei personaggi,e per gli standard di questo tipo di produzioni nel mercato nipponico(che per altro di solito funzionano al contrario,cioè viene creata una serie televisiva priva di finale per spingere lo spettatore a leggere il manga originale o la serie di light novels)questa serie ha un livello qualitativo sorprendentemente alto.

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Kill la Kill, Vol. 2

Kill la Kill, Vol. 2 (Kill la Kill, #2)Kill la Kill, Vol. 2 by Trigger

My rating: 3 of 5 stars

Il secondo volume dell’adattamento in forma di manga dell’anime dello studio Trigger mette ulteriormente in evidenza le peculiarità di questa produzione,per altro già evidenti nel precedente volume,la decisione di sviluppare il manga in parallelo alla serie animata e non in seguito,come normalmente accada in questi casi,comporta una serie di cambi nella trama(dovuti al fatto che l’autore stava lavorando sulla base di una versione non definitiva della stessa)e dei cambi generici,tra cui la mancanza di molti dettagli e sottotrame e la locazione di alcuni avvenimenti in frangenti temporali differenti e a volte non del tutto coerenti con l’evoluzione della trama complessiva,che nell’insieme rendono questa versione meno dettagliata e più breve,interessante per chi ha già visto la serie che così potrà andare a caccia di tutte le differenze e godere di una storia non completamenteidentica a quella che ha già completato,ma nel complesso più debole dell’originale.
Per quanto riguarda il character design,anche in questo caso il risultato è inferiore rispetto all’originale,soprattutto a causa della mancanza dell’attenzione estrema per la creazione delle espressioni facciali dei personaggi,la cosa è particolarmente evidentenel caso di Satsuki Kiryūin,che una volta privata della sua clasica espressione di feroce determinazione,sembra uasi un personaggio completamente diverso…
Nel complesso i difetti della serie sono tutto sommato relativi e non rovinano l’esperienza complessiva,ma continuo a pensare che la serie sia più facile da apprezzare dopo aver visto l’anime originale.

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Kill la Kill vs wearable

Come promesso nel precedente articolo dedicato all’anime di studio trigger ecco la prima di una serie di riflessioni su i vari simbolismi che affollano questo classico moderno.

Il concetto che andremo ad analizzare oggi è la similitudine tra le fibre vitali presenti nella serie e i moderni werable,una similitudine tale che ha portato molti a ritenere che uno dei vari messaggio che affollano la serie e una delle critiche che essa fa alla società moderna sia proprio riferita a questi elementi che,lentamente,stanno conquistando una fetta di mercato sempre più ampia.

Infatti le life fiber utilizzate nelle goku uniform della Honnoji sembra essere presentate nello stesso modo in cui vengono presentati dalle grandi aziende dell’elettronica come apple e google i loro wearable,tanto che già nel primo episodio scopriamo che queste uniformo promettono di migliorare radicalmente la vita di chi le indossa,migliorando le sue capacità fisiche e mentali e permettendogli di interfacciarsi con la realtà che e le informazioni in modo completamente diverso,in particolare la saguru no sō di Hōka Inumuta sembra in parte ispirata alle promesse di google(mai mantenute)riguardanti i google glass.

Ma tutto questo ha un prezzo,queste divise hanno un costo proibitivo,rialzato artificialmente(non sono realmente costose,anzi,inseguito scopriremo che vengono prodotte praticamente a costo zero da uno dei club scolastici dell’istituto)per trasformarle in uno status symbol,un elemento da portare sempre non tanto per poterlo utilizzare quanto per sfoggiare con chiunque come fosse un simbolo di superiorità,le persone che possono arrivare a indossare una divisa goku sono all’apice della piramide sociale,vivono nella parte più elegante della città,sono ricchi e hanno potere e influenza nel consiglio studentesco,gli altri,quelli che non possono permettersi una divisa goku e devono usarne una normale,vivono nei bassi fondi e vengono considerati rifiuti umani e costantemente costretti a subire gli abusi degli studenti dotati di divise stellate senza poter fare niente.

In breve tempo questo non solo crea un tremendo divario sociale,ma affossa anche le aspirazioni e i sogni degli studenti stessi,infatti che è abbastanza ricco o ha abbastanza conoscenze per potersi fornire di una divisa goku sarà automaticamente migliore in ogni campo grazie alle capacità amplificate dalla divisa,in questo mondo non conta più il talento o il duro lavoro,basta avere le conoscenze giuste per diventare immediatamente il top del proprio settore,senza alcuna fatica.

Questo chiaramente finirà subito per trasformare le preziose divise in un premio ambito che può convincere chiunque a compire qualunque azione pur di ottenerla,come dimostrato quando lady Satsuki convince tutti gli studenti a massacrarsi tra di loro nell’evento “selezione naturale” del festival studentesco,semplicemente promettendo che chi sarebbe rimasto in piedi dopo cinque giorni di anarchia e violenza avrebbe avuto una divisa a tre stelle,il desiderio di ottenere una divisa da parte degli studenti e talmente forte che li vedremo nel corso della serie disposti a rubare(nonostante la cosa secondo il regolamento dell’istituto vada punita con la morte) e persino sottoporsi di propria volontà ad esperimenti estremamente pericolosi solo per avere una possibilità di elevare il proprio stato sociale.

Da questo punto di vista la serie ricorda alcuni passaggi della seri di Deus Ex,in cui ci si chiedeva se l’esistenza nel mondo di costosissimi mezzi per amplificare le capacità mentali e fisiche delle persone non avrebbe creato un mondo in cui i ricchi sarebbero diventati sempre più ricchi e i poveri sarebbero rimasti tagliati fuori da ogni possibilità di successo nella vita non potendo più contare sull’importanza del talento e determinazione.

Ma il fatto che in Kill la Kill questi mezzi per migliorarsi siano anche strettamente collegati alla concezione di moda(come vedremo specialmente nelle ultime puntate della serie)li fa sembrare inquietantemente più vicine al nostro mondo degli innesti di deus ex…che un domani i fortunati passassero dei futuri gadget Apple o Google possano avere un tale vantaggio sulle persone comuni?in fin dei conti basterebbe riflettere sull’enorme divario tra il modo di intendere e fruire le informazioni nei paesi ricchi e in quelli poveri per vedere che questo divario tecnologico,in realtà,già esiste.

Il futuro è dietro l’angolo,e non sembra serbare niente di buono…

Kill La Kill è l’arte di creare inquadrature cinematografiche impossibili in un’anime

Di recente mi sto dedicando alla visione della serie di studio Trigger Kill la Kill su Crunchyroll,principalmente perché ero fortemente incuriosito dalle premesse della storia ed ero rimasto colpito dalle recensioni entusiaste che avevo trovato sulla rete (TV shotime ha assegnato un punteggio di 9,6 su dieci alla puntata “Tell Me Why”,uno dei punteggi più alti mai assegnati ad una puntata di un’anime,e anche la media complessiva della serie è molto alta).

Dopo aver visto 17 episodi posso dire che uno dei fattori centrali che hanno garantito un tale successo di critica alla serie è senza dubbio la notevole cura della realizzazione tecnica,che gioca moltissimo sulla possibilità di ricreare inquadrature semplicemente impossibili nel mondo reale ma possibili in animazione.

Per fare solo qualche esempio facilmente individuabile,i volti dei protagonisti delle scene d’azione più intense sono sempre in primo piano,e sempre contrapposti,e sovrapposti allo scontro effettivo che nel frattempo continua il suo svolgimento,cosa che permette sempre di avere una chiara idea delle emozioni dei personaggi(deducibili dalle loro espressioni)e aumentare il livello di tensione dello scontro.

Poi ci sono le scritte,e incredibilmente,in questa serie ogni scritta(compaiono scritte per accompagnare un’attracco speciale,un luogo presentato per la prima volta,un nuovo personaggio etc…)hanno una loro consistenza e fisicità specifica(cosa che poi aiuterà a creare i tanti momenti in cui la serie infrange la quarta parete,ma di questo parleremo in un’altra occasione)tanto da poter essere fisicamente lette dai protagonisti,proiettare un’ombra,venire distrutte se toccate da un’attacco e addirittura,in diverse occasioni,usate come appoggio da diversi personaggi.

Ma forse l’utilizzo migliore di questo tipo di inquadrature si mostra nei momenti in cui la serie fa crescere la tensione in situazioni particolarmente importanti della narrazione,infatti,ogni volta che si viene a creare una contrapposizione tra due personaggi in cui uno dei due ha una chiara posizione di vantaggio sull’altro la telecamere si sposta in varie direzioni per far apparire il personaggio in situazione di vantaggio sempre più enorme,e contemporaneamente rimpicciolisce il personaggio in svantaggio,cosa che rende immediatamente evidente ad una sola occhiata la situazione che si sta vivendo e i possibili sviluppi della stessa,senza dover ricorrere a dialoghi esplicativi.

Questo particolare trucco unito allo straordinario dinamismo della serie che crea situazioni mutevoli e costantemente attive da vita a momenti di “tensione” e “rilascio” continui,in cui gli antagonisti lottano letteralmente per ottenere il centro dell’inquadratura e occuparne la parte più ampia possibile,tanto che per capire se un personaggio appena introdotto si rivelerà importante ai fini della storia o se uno dei due contendenti ha un’asso nella manica basterà osservare la posizione che occupa nell’inquadratura,più centrale e ampia é la sua figura,più importante sarà il suo ruolo nell’immediato futuro.

queste scelte tecniche poi si sposano particolarmente bene con i vari simbolismi di cui la serie è estremamente ricca,ma di questo argomento parleremo nel prossimo articolo.

per approfondire il discorso sulle creazione di momenti di “tensione” e “rilascio” in Kill la Kill e sulla straordinaria attenzione alle inquadrature che caratterizza questa serie vi invito a guardare il video inserito in questo articolo,un’analisi puntuale e approfondita dei primi minuti del primo episodi della serie da parte di Digibro.

Theotaku.com

https://www.tvshowtime.com/en/show/272074

https://www.youtube.com/channel/UCHhnf3RgHabfk5f2gUX6EVQ

Youtube

http://myanimelist.net/anime/18679/Kill_la_Kill

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