Watch dogs e il dramma delle strade fantasma

ricordo ancora la prima volta che provai watch dogs per PC,la questione relativa al pesante downgrade grafico sembrava superabile su PC,in fin dei conti era la versione tecnologicamente più avanzata..ma non avevo calcolato un nuovo terribile avversario,la strada!per circa una settimana(poi arrivò una mezza patch e la cosa fu mezza risolta)continuavo a morire perché in momenti completamente random l’intera distesa d’asfalto delle strade di Chicago sparivano nel nulla condannandomi a precipitare nel vuoto…

Sembra che Unity non sia stato il primo titolo Ubisoft ad uscire sul mercato nonostante game breaking bugs,eh?

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Ubisoft e la sottile arte di riscrivere la storia

                                                                                               

Riscrivere la storia a proprio favore è un tipico lavoro dei potenti,ed è messo in atto a tutti i livelli da ogni tipo di potere consolidato in ogni campo,non è sorprendente vedere che anche nel mondo dei videogame questa pratica si sta espandendo a vista d’occhio,in congiunzione con l’espansione della ricchezza e influenza delle grandi software house.

Un ottimo esempio è Ubisoft,che dopo essersi lamentata del trattamento “ingiusto”riservato dalla stampa ad Assassin’s creed III ha deciso di impedire a ogni sito e rivista del mondo di ottenere una copia review del successivo Assassin’s creed Unity fino a dopo l’uscita del titolo,cosa che non solo a causato un tracollo nelle visite ai suddetti siti e nelle vendite delle suddette riviste,dato il livello altissimo di richiamo che la saga ubisoft ha sul grande pubblico,ma ha anche impedito a tutte quelle persone intenzionate a preordinare il titolo(e al giorno d’oggi i preorder raggiungono cifre mostruose)di farsi un’idea sul titolo prima di ordinarlo…

Ma non finisce qui,la gentile casa francese ha minacciato di rifarlo se non verrà trattata “adeguatamente” in futuro…

E non finisce qui!poco dopo l’uscita del titolo un bel pò di impiegati della Ubisoft in tutto il mondo hanno iniziato ad inondare il web con appelli rivolti a dare il gioco una seconda possibilità e negando gli immani problemi tecnici,nonostante le ore e ore di filmati su youtube e le infinite foto che li provano oltre ogni dubbi.

E il bel paese poteva astenersi da tutto ciò?ovviamente no,un impiegato Ubisoft infatti ospite a un noto podcast sui videogame ha infatti detto di aver giocato al titolo e di non aver trovato traccia dei bug di cui si parlava tanto sul web…attendibile,eh?

questo non è semplicemente un caso preoccupante ma un trend in ascesa,infatti la stessa sony ha fatto sapere che in risposta alle recensioni troppo critiche su the Order punirà siti e stampa concedendo molto meno materiale su cui lavorare per anteprime e recensioni sui propri prodotti in futuro…

Morale : Ubisoft è pessima e le multinazionali per quanto possono mostrarsi con un volto amichevole raramente lo sono,spesso sono dei giganti pronti a sopprimere qualunque principio e diritto in nome del profitto,e se questo viene fatto nel piccolo mondo dei videogame,pensate come può essere maltrattata e devastata la stampa quando non si tratta di videogame,ma per esempio di politica…

Viviamo in un mondo allo sbando,ma se le cose grandi sono troppo difficili da cambiare,dovremmo tutti provare a cambiare almeno quelle piccole,no?

ubisoft e la scalata allo Shovelware

Ubisoft nel corso degli anni è mutata da una piccola software house francese che cercava di imporre una mascotte all’atari jaguar fino a diventare un gigante dell’industria,ma nel periodo di mezzo,quando assassin’s creed era ancora chiamato prince of persia (si,Assassin’s creed era nato come spin-off di prince of persia) la casa francese ha accumulato grosse somme di denaro producendo ondate di orribile shovelware su DS,PSP e PC…”gioconi” del calibro di imagine: wedding designers…come questi prodotti siano riusciti a far guadagnare abbastanza alla Ubisoft da potersi dedicare a progetti estremamente costosi e per me un mistero insolubile,e forse un’indizio della salute dell’industria videoludica…