Web Serie : Midnight Hour

Midnight hour è una serie interessante,è strutturata come un podcast,o meglio una finta trasmissione radio,nello stile reso popolare da “Welcome to Nightvale”,ma è realizzata su youtube e ha delle immagini in alcune occasioni ad accompagnare il racconto audio,utilizza l’argomento stra-abusato delle creepy pasta ma in un modo inusuale e interessante…ma andiamo con ordine…

L’idea della serie è quella di presentare uno show radiofonico ambientato in un mondo in cui praticamente ogni creepy pasta non solo è reale,ma ha lasciato nel mondo delle tracce reali,come registrazioni e testimoni oculari,ma questa non è la parte più interessante…

La parte migliore è che c’è una narrazione continua che unisce le varie puntate,a partire dalla seconda puntata dei misteriosi,e fortunatamente originali,avvenimenti iniziano ad avere luogo,in un crescendo che porterà ad un sorprendente finale.

Inoltre,in un singolare sistema di continuità,la serie contiene numerosi riferimenti al racconto di Stephen King “Children of the korn”,che è stato letto dallo staff del canale in una precedente serie,e riferimenti alla successiva serie che prende il posto di “midnight hour” dopo la sua conclusione,la storia di una giornalista intenzionata ad intervistare un misterioso serial killer alla vigilia della sua esecuzione…

e indovinate un po’?anche questa nuova serie è collegata in alcuni aspetti a “children of the korn”

La serie non è niente di estremamente innovativo o incredibilmente ben congegnato,ma è uno dei pochi esempio di “mix-up”di pop culture horror moderna ben fatto,e praticamente, l’unico sviluppato in Italia…il che non è poco, se siete fan del genere, provata ad ascoltare un paio di puntate, non credo ve ne pentirete.

Kill la Kill vs wearable

Come promesso nel precedente articolo dedicato all’anime di studio trigger ecco la prima di una serie di riflessioni su i vari simbolismi che affollano questo classico moderno.

Il concetto che andremo ad analizzare oggi è la similitudine tra le fibre vitali presenti nella serie e i moderni werable,una similitudine tale che ha portato molti a ritenere che uno dei vari messaggio che affollano la serie e una delle critiche che essa fa alla società moderna sia proprio riferita a questi elementi che,lentamente,stanno conquistando una fetta di mercato sempre più ampia.

Infatti le life fiber utilizzate nelle goku uniform della Honnoji sembra essere presentate nello stesso modo in cui vengono presentati dalle grandi aziende dell’elettronica come apple e google i loro wearable,tanto che già nel primo episodio scopriamo che queste uniformo promettono di migliorare radicalmente la vita di chi le indossa,migliorando le sue capacità fisiche e mentali e permettendogli di interfacciarsi con la realtà che e le informazioni in modo completamente diverso,in particolare la saguru no sō di Hōka Inumuta sembra in parte ispirata alle promesse di google(mai mantenute)riguardanti i google glass.

Ma tutto questo ha un prezzo,queste divise hanno un costo proibitivo,rialzato artificialmente(non sono realmente costose,anzi,inseguito scopriremo che vengono prodotte praticamente a costo zero da uno dei club scolastici dell’istituto)per trasformarle in uno status symbol,un elemento da portare sempre non tanto per poterlo utilizzare quanto per sfoggiare con chiunque come fosse un simbolo di superiorità,le persone che possono arrivare a indossare una divisa goku sono all’apice della piramide sociale,vivono nella parte più elegante della città,sono ricchi e hanno potere e influenza nel consiglio studentesco,gli altri,quelli che non possono permettersi una divisa goku e devono usarne una normale,vivono nei bassi fondi e vengono considerati rifiuti umani e costantemente costretti a subire gli abusi degli studenti dotati di divise stellate senza poter fare niente.

In breve tempo questo non solo crea un tremendo divario sociale,ma affossa anche le aspirazioni e i sogni degli studenti stessi,infatti che è abbastanza ricco o ha abbastanza conoscenze per potersi fornire di una divisa goku sarà automaticamente migliore in ogni campo grazie alle capacità amplificate dalla divisa,in questo mondo non conta più il talento o il duro lavoro,basta avere le conoscenze giuste per diventare immediatamente il top del proprio settore,senza alcuna fatica.

Questo chiaramente finirà subito per trasformare le preziose divise in un premio ambito che può convincere chiunque a compire qualunque azione pur di ottenerla,come dimostrato quando lady Satsuki convince tutti gli studenti a massacrarsi tra di loro nell’evento “selezione naturale” del festival studentesco,semplicemente promettendo che chi sarebbe rimasto in piedi dopo cinque giorni di anarchia e violenza avrebbe avuto una divisa a tre stelle,il desiderio di ottenere una divisa da parte degli studenti e talmente forte che li vedremo nel corso della serie disposti a rubare(nonostante la cosa secondo il regolamento dell’istituto vada punita con la morte) e persino sottoporsi di propria volontà ad esperimenti estremamente pericolosi solo per avere una possibilità di elevare il proprio stato sociale.

Da questo punto di vista la serie ricorda alcuni passaggi della seri di Deus Ex,in cui ci si chiedeva se l’esistenza nel mondo di costosissimi mezzi per amplificare le capacità mentali e fisiche delle persone non avrebbe creato un mondo in cui i ricchi sarebbero diventati sempre più ricchi e i poveri sarebbero rimasti tagliati fuori da ogni possibilità di successo nella vita non potendo più contare sull’importanza del talento e determinazione.

Ma il fatto che in Kill la Kill questi mezzi per migliorarsi siano anche strettamente collegati alla concezione di moda(come vedremo specialmente nelle ultime puntate della serie)li fa sembrare inquietantemente più vicine al nostro mondo degli innesti di deus ex…che un domani i fortunati passassero dei futuri gadget Apple o Google possano avere un tale vantaggio sulle persone comuni?in fin dei conti basterebbe riflettere sull’enorme divario tra il modo di intendere e fruire le informazioni nei paesi ricchi e in quelli poveri per vedere che questo divario tecnologico,in realtà,già esiste.

Il futuro è dietro l’angolo,e non sembra serbare niente di buono…

Are you a non-gamer level 2?

Più di una volta ho pensato di parlare su questo blog della web serie “Gaming wildlife”,una deliziosa serie di mokumentary(finti documentari) che analizzano le varie tipologie di videogiocatori nel loro ambiente naturale.

La serie è estremamente divertente e ben fatta,e contiene numerosi momenti capaci di far riflettere su diversi aspetti poco analizzati o del tutto mal interpretati delle infinite sotto-culture che nel corso degli anni si sono generate intorno all’hobby videoludico,ma purtroppo negli ultimi tempi il numero di puntate si è notevolmente ridotto e le poche che escono sono spesso affogate da inutili cameo o una generale mancanza di idee…ma nonostante ciò consiglio a chiunque abbia interesse o curiosità rispetto alla cultura dei videogame di vedere le vecchie puntate della serie.

Ma veniamo al vero argomento di questo post nonché analisi di una delle mie puntate preferite(forse l’ultima veramente riuscita fino ad oggi),the non gemer LV2.

L’idea ruoto intorno alla dimostrazione che il così detto non gamer(presentato in precedenza in una puntata-gag) si è evoluto nel tempo in una nuova specie,il non-games LV2,e la differenza tra i due figuri è incredibile,da un lato il non gamer è semplicemente disinteressato al mondo dei videogame,e ignora categorie e slang tipiche del settore,e non ha alcun interesse al partecipare a discussioni relative alle uscite più recenti,allo stato dell’industria,o cosa costituisca materiale di retrogaming e cosa no…ma dall’altro lato il non gamer LV 2 è sempre informato sulle ultime uscite,si getta in complesse discussioni filologiche sul perché l’industria moderna sia solo una pallida imitazione dei giorni gloriosi del NES e non perde occasione di ridicolizzare chi si proclama retrogamer ma si limita a giocare a titoli di epoca PSX…eppure lui non gioca ad alcun videogame.

Il non gamer LV2 adora mettersi al centro dell’attenzione in discussioni online,adora vedere analisi critiche di videogame indie su youtube e adora lanciarsi in articolate difese dei giochi più “Hardcore” che dovrebbero vendere molto più di quelle orribili schifezze commerciali…ma non gioca ai giochi “Hardcore” di cui adora parlare e di cui si proclama esperto,perché non ha tempo per dedicare tante ore a un gioco,e non è disposto a compra i giochi indie che tanto si diverte a difende,si lamenta sempre che la gente non supporta economicamente i piccoli sviluppatori,eppure non ha mai comprato uno di quei titoli in vita sua e non ha mai finanziato uno studio indie neanche per sbaglio…

Dunque chi è veramente il Non gamer LV2?è un soggetto che ha completamente dimenticato la differenza tra pop culture e cultura,che vuole sempre fare bella figura mostrando dovunque i suoi gusti raffinati in fatto di videogame,anche se si basano unicamente su ciò che ha letto su qualche blog o visto su qualche canale youtube “di nicchia”,perché non ha alcuna esperienza diretta,ed è sempre pronto a scatenare infiniti flame in ogni angolo del web attaccando selvaggiamente persone che invece hanno effettivamente giocato i titoli di cui lui parla continuamente e conoscono realmente lo stato dell’industria,accusandoli,in un tripudio di incoerenza e falsità,di non sapere di cosa parlano e di non essere veri “hardcore gamer”.

Ma esiste anche una seconda categoria di non gamer LVL 2,una categoria più rara e meno appariscente,formata da persone che amavano veramente il mondo dei videogame e non sono disposti ad ammettere,neanche a se stessi,che ormai,anche se contro la loro volontà,hanno completamente abbandonato quel mondo,e anche se credono di essere rimasti informati su tutto quello che avviene in questo microcosmo,in realtà sono anni che non sanno più in che direzione stia andando l’industria…loro si riempiono la libreria di Steam di giochi indie e comprano i giochi della From Software e magari se ne vantano anche con gli amici,ma in verità quei giochi su Steam rimarranno per sempre nella loro infinita lista di backlog che aumenterà mese dopo mese,specialmente durante il periodo dei saldi,ma non diminuirà mai,e la sera preferiranno sempre vedersi una qualunque schifezza in TV piuttosto che iniziare effettivamente Dark Soul perché in fin dei conti “bello é bello,bellissimo pure,ma chi ha il tempo di imparare davvero come giocarci per bene?troppo stress”…

E tu,tu se sicuro di essere ancora un Gamer,o stai lentamente scivolando nel lato oscuro,per trasformarti in una delle due tipologie di Non Gamer LV 2?e se così fosse,saresti pronto ad ammetterlo,almeno a te stesso?

Best of Youtube : The real Silent Hill Experience

The Real Silent Hill Experience è una serie di video che analizzano in profondità ogni singolo titolo nella lunga e intricata storia di una delle più interessanti,e tristemente,più decadenti,serie videoludiche di tutti i tempi,Silent Hill di Konami.

La serie,ideata da Twin Perfect non si limita ad analizzare ogni singolo gioco,ma presenta anche riflessioni su i due film,le serie a fumetti e svariato materiale pubblicitario,rivelandosi la più completa giuda all’universo creato dal team Silent disponibile sul web,e si rivela anche molto ben fatto,visto che i vari autori che si alternano alla narrazione(quattro in tutto,di solito due o tre insieme per video)benché siano evidentemente fan accaniti della serie non si limitano ad adottare un tipico atteggiamento da “Fanboy” tipico di tante altre produzioni dedicate a SH che girano sul web,ma accettano di presentare anche tutti i lati negativi della materia,soprattutto quelli emersi dopo la scomparsa del Team originale,che ha portato allo stato di terribile stagnazione in cui la serie naviga tutt’oggi…

Visto che Konami,dopo la cancellazione di Silent Hills,sembra intenzionata a dire addio alla serie(o almeno a prodotti di qualità legati alla serie)questo è un momento ottimo per ricapitolare tutto l’infinito mondo di orrori sottili e psicologici nati tra la nebbia di una piccola cittadina sorta sulle rive di un placido lago,e dirgli addio una volta per tutte…

Ma non perdete mai la speranza del tutto…

“Ciò che è morto non muoia mai”

Ubisoft e la sottile arte di riscrivere la storia

                                                                                               

Riscrivere la storia a proprio favore è un tipico lavoro dei potenti,ed è messo in atto a tutti i livelli da ogni tipo di potere consolidato in ogni campo,non è sorprendente vedere che anche nel mondo dei videogame questa pratica si sta espandendo a vista d’occhio,in congiunzione con l’espansione della ricchezza e influenza delle grandi software house.

Un ottimo esempio è Ubisoft,che dopo essersi lamentata del trattamento “ingiusto”riservato dalla stampa ad Assassin’s creed III ha deciso di impedire a ogni sito e rivista del mondo di ottenere una copia review del successivo Assassin’s creed Unity fino a dopo l’uscita del titolo,cosa che non solo a causato un tracollo nelle visite ai suddetti siti e nelle vendite delle suddette riviste,dato il livello altissimo di richiamo che la saga ubisoft ha sul grande pubblico,ma ha anche impedito a tutte quelle persone intenzionate a preordinare il titolo(e al giorno d’oggi i preorder raggiungono cifre mostruose)di farsi un’idea sul titolo prima di ordinarlo…

Ma non finisce qui,la gentile casa francese ha minacciato di rifarlo se non verrà trattata “adeguatamente” in futuro…

E non finisce qui!poco dopo l’uscita del titolo un bel pò di impiegati della Ubisoft in tutto il mondo hanno iniziato ad inondare il web con appelli rivolti a dare il gioco una seconda possibilità e negando gli immani problemi tecnici,nonostante le ore e ore di filmati su youtube e le infinite foto che li provano oltre ogni dubbi.

E il bel paese poteva astenersi da tutto ciò?ovviamente no,un impiegato Ubisoft infatti ospite a un noto podcast sui videogame ha infatti detto di aver giocato al titolo e di non aver trovato traccia dei bug di cui si parlava tanto sul web…attendibile,eh?

questo non è semplicemente un caso preoccupante ma un trend in ascesa,infatti la stessa sony ha fatto sapere che in risposta alle recensioni troppo critiche su the Order punirà siti e stampa concedendo molto meno materiale su cui lavorare per anteprime e recensioni sui propri prodotti in futuro…

Morale : Ubisoft è pessima e le multinazionali per quanto possono mostrarsi con un volto amichevole raramente lo sono,spesso sono dei giganti pronti a sopprimere qualunque principio e diritto in nome del profitto,e se questo viene fatto nel piccolo mondo dei videogame,pensate come può essere maltrattata e devastata la stampa quando non si tratta di videogame,ma per esempio di politica…

Viviamo in un mondo allo sbando,ma se le cose grandi sono troppo difficili da cambiare,dovremmo tutti provare a cambiare almeno quelle piccole,no?